Casartigiani Puglia chiede l’istituzione urgente di un tavolo di confronto, presso il Mimit, che coinvolga anche le associazioni di categoria delle imprese per chiarire quale sia il progetto reale per il futuro dell’ex stabilimento siderurgico.
La Federazione esprime forte preoccupazione per l’incertezza che grava sui lavoratori e sulle centinaia di imprese dell’indotto e dell’autotrasporto, già duramente colpite dalle decurtazioni subite nel 2015 e nel 2023, quando furono riconosciuti solo parte dei crediti loro spettanti. La rappresentanza degli artigiani pugliesi denuncia da tempo un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale che non riguarda solo l’indotto, ma anche i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia nei siti di Taranto e Genova. Si tratta, sottolinea la Federazione, di una crisi senza precedenti, che tutte le istituzioni e gli attori politici devono affrontare con tempestività e responsabilità.
Casartigiani ribadisce che la fabbrica deve essere ambientalizzata e che lo Stato deve assumersi pienamente questo compito, considerando le ingenti risorse già investite per mantenerla attiva. Se, invece, la prospettiva fosse la chiusura la posizione della Federazione è netta: si tratterebbe di una scelta inaccettabile, che produrrebbe un impoverimento irreversibile del territorio e lascerebbe in eredità un eco-mostro inutilizzato e non bonificato.
Dicono di noi sulla stampa online
Ansa Confartigianato Puglia, ‘indotto ed ex Ilva nell’abbandono’ | ANSA.it
Antenna Sud Ex Ilva, allarme Casartigiani Puglia: “Autotrasporto e indotto in crisi”
Giornale Rossoblu Casartigiani Puglia denuncia: “Autotrasporto abbandonato, indotto dimenticato” – Giornale RossoBlu
Tv Puglia Casartigiani Puglia: imprese dell’indotto e autotrasporto in allarme per il futuro dell’ex Ilva – Tv Puglia
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