Ex Ilva, Casartigiani: «La fermata dell’area a caldo non può fermare l’economia di Taranto»
Casartigiani chiede un provvedimento straordinario immediato per proteggere imprese, lavoratori e competenze produttive durante la fase di transizione.
La fermata dell’area a caldo non può trasformarsi nella fermata dell’intera economia tarantina.
È il messaggio portato da Casartigiani al vertice sul futuro dell’ex Ilva, svoltosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la partecipazione del Governo, delle istituzioni territoriali e delle associazioni dell’indotto.
Nel corso dell’incontro, il Governo ha manifestato l’intenzione di predisporre un provvedimento straordinario per attenuare le conseguenze economiche e sociali della prevista fermata dell’area a caldo e ha chiesto alle rappresentanze del territorio di formulare proposte concrete per definirne i contenuti.
Casartigiani: bene l’apertura del Governo, ora servono tempi rapidi
Casartigiani valuta positivamente questa disponibilità e ha presentato il proprio contributo, auspicando che le misure indicate nel Piano Straordinario Taranto 2035 possano essere esaminate e recepite già nella costruzione del provvedimento annunciato dall’Esecutivo.
«Accogliamo positivamente la volontà del Governo di ascoltare le associazioni di categoria e di costruire insieme gli interventi straordinari a sostegno del territorio. È un segnale importante, ma ora occorre agire rapidamente, perché i tempi delle imprese e dei lavoratori non possono attendere quelli della trattativa industriale».
Il rischio è una crisi che si estende all’intero territorio
Alla luce di quanto emerso dal confronto, in assenza di novità sostanziali è prevista nei prossimi mesi la fermata dell’area a caldo.
Uno scenario destinato a produrre ripercussioni profonde non soltanto sui lavoratori diretti e sulle imprese dell’indotto, ma sull’intero sistema economico tarantino.
Autotrasporto
Riduzione dei volumi, delle commesse e dei flussi legati alla produzione siderurgica.
Logistica
Contrazione dei servizi connessi alla movimentazione di merci e materiali.
Manutenzioni
Riduzione degli interventi industriali e rischio perdita di competenze specialistiche.
Impiantistica
Minori attività e rallentamento degli investimenti collegati al sito industriale.
Commercio e artigianato
Contrazione dei consumi e maggiore fragilità per le micro e piccole imprese.
Famiglie e professioni
Riduzione del reddito circolante e conseguente rallentamento dell’economia locale.
Il venir meno di una quota rilevante del reddito prodotto sul territorio rischia infatti di generare una contrazione dei consumi e della liquidità, colpendo soprattutto le micro e piccole imprese, che rappresentano la componente più fragile del sistema produttivo locale.
Intervenire prima che la crisi diventi irreversibile
Per Casartigiani, il provvedimento straordinario dovrà essere accompagnato da risorse adeguate e da strumenti concretamente accessibili alle imprese e ai lavoratori coinvolti.
Le priorità immediate
- Salvaguardare la liquidità delle imprese.
- Garantire continuità produttiva e aziendale.
- Tutelare occupazione e reddito.
- Preservare competenze professionali e tecniche.
- Evitare cessazioni e licenziamenti.
- Predisporre strumenti realmente accessibili alle micro e piccole imprese.
Non sarà sufficiente intervenire quando gli effetti della crisi saranno già visibili nei bilanci, nei licenziamenti o nelle cessazioni aziendali: occorre agire prima.
Cessione dello stabilimento e ambientalizzazione
L’associazione prende inoltre atto della volontà del Governo di proseguire il percorso di cessione dello stabilimento e di realizzare gli interventi di ambientalizzazione.
L’eventuale riattivazione dell’area a caldo, subordinata al buon esito della trattativa commerciale e alla sussistenza delle necessarie condizioni tecniche, sanitarie e ambientali, rappresenta tuttavia una prospettiva futura.
L’urgenza è adesso
Il territorio deve affrontare nei prossimi mesi le conseguenze economiche e sociali della riduzione dell’attività. È qui che devono concentrarsi le prime misure straordinarie.
Salute, ambiente e lavoro non possono più essere alternativi
La posizione di Casartigiani è netta: salute, ambiente e lavoro non possono continuare a essere posti in alternativa.
Ogni prospettiva industriale dovrà rispettare integralmente le prescrizioni giudiziarie, sanitarie e ambientali.
Allo stesso tempo, la tutela della salute non può tradursi nell’abbandono produttivo e nella progressiva deindustrializzazione del territorio.
«Taranto ha già pagato un prezzo altissimo, sia sul piano ambientale sia su quello sociale. Non è più accettabile chiedere alla città di scegliere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Una transizione credibile deve garantire entrambi, attraverso investimenti industriali compatibili, bonifiche reali, controlli trasparenti e nuove opportunità occupazionali».
Proteggere oggi le imprese per costruire il futuro
L’emergenza dei prossimi mesi deve essere distinta dalla strategia di lungo periodo, ma non può essere separata da essa.
Proteggere oggi le imprese significa evitare che scompaiano proprio quelle competenze produttive e professionali che domani dovranno partecipare alle bonifiche, ai nuovi cantieri e alla costruzione delle filiere alternative.
Le filiere della riconversione
- Siderurgia a basse emissioni, ove tecnicamente e giuridicamente sostenibile.
- Bonifiche ambientali.
- Energia e rinnovabili.
- Navalmeccanica.
- Eolico offshore.
- Economia circolare.
- Aerospazio.
- Turismo.
- Artigianato.
Un unico sistema produttivo per Taranto
Al centro del Piano Straordinario Taranto 2035 vi è la costruzione di un unico sistema produttivo nel quale porto, aeroporto di Grottaglie, ferrovia, viabilità, ZES, energia e reti digitali non siano considerate opere separate, ma parti di una stessa strategia industriale.
Porto
Nuovi traffici, logistica, servizi a valore aggiunto e collegamenti industriali.
Aeroporto
Cargo, logistica, aerospazio e piena operatività delle funzioni strategiche.
Ferrovia e viabilità
Ultimo miglio, collegamenti logistici e connessioni con porto, ZES e aeroporto.
Energia e digitale
Reti energetiche, digitalizzazione doganale e infrastrutture produttive integrate.
Le proposte infrastrutturali già avanzate
- Completamento dell’ultimo miglio ferroviario.
- Digitalizzazione doganale.
- Collegamento tra porto, ZES e aeroporto.
- Piena operatività delle funzioni cargo e logistiche di Grottaglie.
- Studio di fattibilità tecnico-economica sui nuovi flussi commerciali intercettabili dal Porto di Taranto.
L’obiettivo è trasformare le potenzialità infrastrutturali del territorio in traffici, investimenti, occupazione e valore aggiunto reale.
«Non chiediamo una somma di ammortizzatori, sussidi e bandi scollegati. Chiediamo un’operazione nazionale di politica industriale, con risorse certe, responsabilità individuate e tempi verificabili.»
«Se oggi lasciamo scomparire imprese sane perché prive della liquidità necessaria ad attraversare questa fase, domani non avremo più le competenze e la struttura produttiva indispensabili per costruire il futuro di Taranto».
«La città non chiede un’eccezione permanente, ma un impegno nazionale e territoriale proporzionato al costo sostenuto per l’industria del Paese.»
«La transizione sarà giusta soltanto se sarà produttiva, sarà produttiva soltanto se sarà infrastrutturata e sarà credibile soltanto se sarà verificabile».
Rassegna stampa
La posizione di Casartigiani sul futuro dell’ex Ilva, sulla tutela dell’indotto e sulla necessità di un intervento straordinario per Taranto è stata ripresa da numerose testate nazionali e locali.
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