Taranto 2035, Casartigiani: «Scudo entro 30 giorni e risorse verificabili»
Scudo Taranto 90, tutela dell’indotto, infrastrutture integrate e una Legge speciale con risorse pluriennali, aggiuntive e rendicontate.
Casartigiani chiede al Governo di trasformare il Piano Straordinario Taranto 2035 in un vero calendario di decisioni: Scudo Taranto 90 entro trenta giorni, tutela finanziata per lavoratori e imprese dell’indotto, Accordo Taranto 2035 entro novanta giorni e una Legge speciale sostenuta da risorse pluriennali, addizionali e rendicontate.
Porto, ferrovia e aeroporto devono diventare un unico sistema produttivo, capace di attrarre traffici, investimenti e nuove commesse.
È questa la proposta illustrata dall’associazione datoriale degli artigiani a Roma, durante il vertice convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con istituzioni e parti sociali, per discutere il futuro dello stabilimento siderurgico e lo sviluppo economico del territorio tarantino.
La delegazione di Casartigiani Puglia
Al tavolo hanno partecipato il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia, Stefano Castronuovo, e il ricercatore del Centro Studi Casartigiani Puglia, Mario Corrado.
Scudo Taranto 90
Liquidità, anticipazione dei crediti, pagamento di stipendi e fornitori e continuità per le imprese dell’indotto.
Quadro finanziario riconciliato
Pubblicazione delle risorse disponibili, impegnate, già spese e ancora da finanziare.
Accordo Taranto 2035
Un unico cronoprogramma con interventi, amministrazioni responsabili, finanziamenti e scadenze.
Verifica pubblica
Monitoraggio aperto alle parti economiche e sociali sui risultati effettivamente raggiunti.
Scudo Taranto 90 per salvare l’indotto
Secondo le stime di Casartigiani Puglia, lo spegnimento dell’area a caldo coinvolge i lavoratori diretti in cassa integrazione e migliaia di addetti dell’indotto, molti dei quali occupati in micro e piccole imprese.
Il problema più urgente non riguarda soltanto l’occupazione, ma la sopravvivenza stessa delle aziende. Senza liquidità e con i pagamenti bloccati, molte rischiano di chiudere nel giro di pochi mesi.
Cosa deve garantire lo Scudo Taranto 90
- Liquidità immediata per le imprese della filiera.
- Anticipazione e smobilizzo dei crediti maturati.
- Pagamento di stipendi, fornitori e costi correnti.
- Garanzie pubbliche e strumenti di accesso al credito.
- Continuità aziendale durante la fase di transizione.
- Tutele finanziate per lavoratori, autotrasporto e logistica.
Un unico Accordo Taranto 2035
Casartigiani ritiene indispensabile aggiornare il PRRI attraverso un Accordo Taranto 2035 che riunisca in un unico cronoprogramma tutti gli interventi, le amministrazioni responsabili, le risorse disponibili e le relative scadenze.
L’obiettivo è superare la frammentazione degli strumenti esistenti e rendere immediatamente verificabile chi deve realizzare ciascun progetto, con quali risorse e in quali tempi.
L’Accordo dovrà indicare
- Il responsabile istituzionale di ogni progetto.
- Le risorse assegnate e quelle ancora da reperire.
- Le date di avvio e conclusione degli interventi.
- Gli obiettivi occupazionali e produttivi misurabili.
- Le ricadute previste sul sistema economico locale.
- Un sistema pubblico di monitoraggio trimestrale.
Il Sistema Ionico Integrato
Lo sviluppo del territorio deve poggiare su un vero Sistema Ionico Integrato, nel quale Porto di Taranto, aeroporto di Grottaglie, rete ferroviaria e viabilità operino come un’unica piattaforma logistica e produttiva.
Porto
Traffico merci, logistica internazionale, navalmeccanica, eolico offshore, cold chain e servizi a valore aggiunto.
Ferrovia
Potenziamento dell’ultimo miglio e collegamenti diretti tra porto, aree industriali e aeroporto.
Aeroporto
Cargo, spazioporto, servizi doganali e sanitari, magazzini dedicati e voli passeggeri.
Viabilità
Ammodernamento delle arterie strategiche e connessioni efficienti con la rete nazionale.
Gli interventi infrastrutturali prioritari
- Potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario.
- Collegamenti tra porto, aree industriali e aeroporto.
- Ammodernamento della viabilità strategica.
- Corridoio logistico e doganale digitale porto–ZES–aeroporto.
- Servizi doganali, sanitari e logistici a Grottaglie.
- Completamento dell’istruttoria per i voli passeggeri commerciali.
Il Porto deve tornare a intercettare traffico merci
Per il Porto di Taranto è necessario avviare immediatamente uno studio di fattibilità tecnico-economica che individui e quantifichi le merci oggi instradate verso altri porti italiani ed esteri e i traffici che Taranto non riesce ancora a intercettare.
La vocazione naturale del Porto di Taranto
L’obiettivo deve essere quello di utilizzare pienamente il porto per ciò per cui è stato progettato: il traffico merci e la logistica internazionale.
Solo partendo da dati concreti sarà possibile costruire una strategia competitiva fondata su nuovi traffici, logistica avanzata, eolico offshore, catena del freddo, navalmeccanica e servizi ad alto valore aggiunto.
Casartigiani propone anche l’attivazione di una linea Ro-Pax con la Grecia, capace di intercettare i flussi commerciali provenienti dal Mezzogiorno e rafforzare il ruolo di Taranto quale hub del Mediterraneo.
Aeroporto di Grottaglie: cargo, spazioporto e voli passeggeri
Analoga priorità viene riconosciuta all’aeroporto di Grottaglie, già individuato dal Piano Nazionale degli Aeroporti come infrastruttura strategica per il cargo e primo spazioporto europeo.
Occorre rendere finalmente operative queste funzioni, attivando i servizi doganali, sanitari e logistici, i magazzini dedicati e il corridoio porto–ZES–aeroporto.
Parallelamente deve essere completata l’istruttoria per i voli passeggeri commerciali, indispensabili anche per sostenere il sistema Fly & Cruise.
Una clausola per micro e piccole imprese
Il Piano Straordinario Taranto 2035 deve garantire che i grandi investimenti producano ricadute concrete sul tessuto economico locale.
Le garanzie per le imprese del territorio
- Lotti funzionali accessibili alle micro e piccole imprese.
- Pagamenti rapidi e tempi certi.
- Trasparenza negli appalti e nei subappalti.
- Percorsi di qualificazione delle aziende locali.
- Valorizzazione delle competenze presenti nella filiera.
- Sportello operativo con Invitalia e Regione Puglia.
Almeno 3,6 miliardi tra il 2026 e il 2033
A sostegno della strategia, Casartigiani propone un obiettivo minimo di mobilitazione pubblica pari ad almeno 3,6 miliardi di euro nel periodo 2026–2033, comprensivo delle risorse già assegnate al territorio e di quelle ancora da reperire.
Risorse pubbliche da mobilitare nel periodo 2026–2033 per emergenza, riconversione, infrastrutture e sviluppo produttivo.
Tutti i finanziamenti dovranno essere ricondotti a un quadro unico, trasparente e verificabile attraverso una ricognizione contabile indipendente.
La ricognizione dovrà distinguere
- Le risorse realmente disponibili.
- Le risorse già impegnate.
- Le somme effettivamente spese.
- I finanziamenti ancora da attivare.
- Le risorse nuove e aggiuntive rispetto ai programmi esistenti.
Emergenza e riconversione devono procedere insieme
Proteggere oggi le imprese e i lavoratori dell’indotto significa consentire loro di diventare protagonisti delle nuove filiere industriali, logistiche, energetiche e manifatturiere che dovranno sostenere il futuro dell’economia tarantina.
Casartigiani propone quindi l’adozione dello Scudo Taranto 90 entro trenta giorni, la pubblicazione entro sessanta giorni del quadro finanziario riconciliato e una verifica trimestrale aperta alle parti economiche e sociali.
«Non chiediamo un altro elenco di intenzioni. Chiediamo una norma che protegga entro trenta giorni imprese e lavoratori dell’indotto, risorse nuove chiaramente distinte da quelle già programmate e un responsabile per ogni progetto.»
«Porto e aeroporto devono produrre traffici e nuove commesse, non restare potenzialità sulla carta. Taranto ha già pagato troppo il costo dei rinvii: la concretezza si misura con pagamenti effettuati, cantieri aperti, investimenti realizzati, occupazione e scadenze pubbliche verificabili.»
Rassegna stampa
Le proposte presentate da Casartigiani Puglia al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno trovato spazio sugli organi di informazione nazionali e locali.
Share this content:

0 Comments