A partire dal 2 ottobre 2020 le aziende che operano nelle regioni del Mezzogiorno verseranno meno contributi per tutti i loro dipendenti o se vorranno assumerne di nuovi.
Entra in vigore infatti la “Agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate – Decontribuzione Sud” prevista all’art.27 del DL Agosto che riduce il carico contributivo del 30% per tutti i lavoratori.
Il periodo di tempo dell’agevolazione per le imprese _ salvo novità nell’iter di conversione in legge del decreto Agosto _è partito il 1° ottobre ed è previsto fino al 31 dicembre 2020. La norma riguarda i datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, ed è riconosciuta con riferimento ai rapporti di lavoro
dipendente, la cui sede di lavoro sia situata in regioni del Mezzogiorno.
Prevede un esonero dal versamento dei contributi pari al 30 per cento dei complessivi contributi previdenziali dovuti dai medesimi, con esclusione dei premi e dei contributi
spettanti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Per gli anni successivi, previa autorizzazione della Commissione europea, il 30% fino al 2025, 20% fino al 2027, 10% fino al 2029. La misura è prevista nel decreto di agosto, con
uno stanziamento di un miliardo per il 2020 e di circa 4 miliardi stimati per gli anni successivi.
Secondo i dati di una simulazione del ministero per il Sud, se il reddito annuo del dipendente è di 15.000 euro (contributi datore di lavoro annuali: 4.950 euro) lo sgravio contributivo annuale del 30% è di 1.485 euro e sul trimestre ottobre-dicembre 2020 è di 371,25 euro; se il reddito del dipendente è di 20.000 euro (contributi annuale datore 6.600 euro), lo sgravio del 30% annuale è di 1.980 euro, sul trimestre ottobre- dicembre 2020 è di 495 euro; se il reddito del lavoratore è di 30.000 euro (contributi datore 9.900 euro), lo sgravio contributivo annuale del 30% è 2.970 euro, quello sul trimestre è di 742,50.
L’esecutivo ha sottolineato di essere impegnato in un “dialogo” con la Commissione Europea per estendere la misura fino al 2029. “Dalle prime interlocuzioni – ha affermato il
ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano – con Bruxelles è emersa la disponibilità a considerare la proposta grazie al suo inserimento nel più vasto quadro della riforma
prevista dal Piano Sud 2030”.
Ai fini degli adempimenti previsti dal registro nazionale sugli aiuti di Stato, l’amministrazione responsabile è il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e l’amministrazione concedente è l’INPS.
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